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Veneto e Lombardia: cosa cambia davvero per te


Marco gestisce un bilocale a Verona e la sorella Anna ha un appartamento a Bergamo. Stesso tipo di affitto breve, stesse piattaforme, stesso impegno. Eppure quando si siedono a confrontare le pratiche burocratiche, finisce sempre con un “ma da me funziona diverso”. Hanno ragione entrambi: le regole nazionali sono identiche, ma la normativa regionale — e quella comunale — crea differenze concrete che è bene conoscere prima di trovarsi in difetto.

Cosa è uguale per tutti: la base nazionale che vale a Verona come a Bergamo

Il punto di partenza è lo stesso in tutta Italia. Il CIN — Codice Identificativo Nazionale — si richiede attraverso la Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo. Per la Lombardia la possibilità di richiedere il CIN tramite la BDSR è diventata operativa in una data comunicata dal Ministero del Turismo stesso; il Veneto era già stato incluso in precedenza. Questo vale in applicazione della normativa vigente sulle locazioni brevi.

Sul fronte fiscale, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che la cedolare secca sulle locazioni brevi si applica con un’aliquota ridotta per il primo immobile destinato a questa attività, e con un’aliquota più alta per i redditi degli immobili dal secondo in poi. Questo vale sia a Verona che a Bergamo, senza eccezioni regionali. L’obbligo di comunicare i dati degli ospiti tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato riguarda entrambe le regioni allo stesso modo.

Dunque: CIN, cedolare, comunicazione ospiti — tutto identico. Il problema nasce quando si scende a livello regionale e comunale.

Dove le strade si dividono: Veneto e Lombardia a confronto

Il Veneto ha costruito nel tempo un quadro normativo regionale specifico per le locazioni turistiche. La Lombardia ha seguito un percorso diverso, con propri riferimenti normativi. Come documenta la ricostruzione storica di ANBBA sull’evoluzione normativa delle locazioni turistiche, le regioni italiane hanno spesso legiferato in modo autonomo intorno a una cornice nazionale, creando differenze pratiche che l’host medio fatica a seguire.

Cosa significa in pratica? Che i requisiti per classificare il proprio immobile, gli obblighi di comunicazione agli enti regionali e le categorie previste possono non coincidere. Prima di mettere online un annuncio, conviene verificare sul sito della Regione di appartenenza quali adempimenti specifici sono previsti — non basta sapere come funziona a livello nazionale.

Tre cose da fare subito, qualunque regione sia la tua

  • Controlla di avere il CIN esposto e indicato nell’annuncio. Gli host lombardi possono richiederlo tramite la BDSR del Ministero del Turismo dalla data comunicata ufficialmente. Chi è in Veneto deve verificare di averlo già fatto. Senza CIN, le sanzioni possono essere pesanti.
  • Verifica la tassa di soggiorno nel tuo Comune. La tassa di soggiorno non è regionale: la decide ogni Comune in modo autonomo. Confrontare Milano con Venezia o Brescia con Padova non ha senso — l’unico riferimento valido è il sito del tuo Municipio.
  • Leggi le istruzioni regionali, non solo quelle nazionali. Cerca sul sito della tua Regione la sezione dedicata agli affitti brevi o alle strutture ricettive non alberghiere. È spesso più chiara di quanto si pensi, e ti dice se ci sono adempimenti aggiuntivi rispetto al CIN nazionale.

Domande frequenti

Il CIN nazionale è sufficiente oppure devo avere anche un codice regionale?

Il CIN rilasciato dalla BDSR del Ministero del Turismo è obbligatorio a livello nazionale per tutti gli host, comprese Veneto e Lombardia. Alcune regioni possono prevedere adempimenti o codici aggiuntivi nel proprio ordinamento: per saperlo con certezza, è necessario consultare direttamente il sito della propria Regione, perché la risposta può cambiare da caso a caso.

La cedolare secca con aliquota maggiorata si applica anche se affitto solo in una regione?

Sì. Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’aliquota più alta scatta a partire dal secondo immobile destinato alle locazioni brevi, indipendentemente dalla regione in cui si trovano gli appartamenti. Non conta dove sono situati geograficamente, conta quanti immobili utilizzi per questo tipo di affitto.

Come faccio a sapere quanto pagare di tassa di soggiorno nei miei confronti degli ospiti?

La tassa di soggiorno è decisa in autonomia da ogni Comune e può variare anche tra paesi vicini. L’unico modo per avere il dato corretto è consultare il sito ufficiale del Comune in cui si trova il tuo appartamento, oppure contattare direttamente l’ufficio tributi municipale.

In sintesi

Se gestisci un affitto breve in Veneto o in Lombardia, ecco le quattro cose che contano davvero:

  • Il CIN va richiesto tramite la BDSR del Ministero del Turismo — in Lombardia è obbligatorio dalla data comunicata ufficialmente, in Veneto la scadenza è precedente.
  • La cedolare secca funziona allo stesso modo in entrambe le regioni: aliquota ridotta sul primo immobile, aliquota più alta dal secondo, come chiarisce l’Agenzia delle Entrate.
  • La normativa regionale è diversa tra Veneto e Lombardia: controlla sempre il sito della tua Regione per gli adempimenti specifici.
  • La tassa di soggiorno dipende dal tuo Comune, non dalla Regione: verifica sul sito del Municipio dove si trova il tuo appartamento.

Fonti: Ministero del Turismo, BDSR – Ministero del Turismo, ANBBA, Agenzia delle Entrate, Università di Padova / tesi, Il Commercialista Online


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