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CIN obbligatorio: cosa dice la legge


Immagina Carla, che affitta un piccolo bilocale a Matera da qualche anno. Ha sempre pubblicato su Airbnb senza problemi, finché un giorno riceve una segnalazione: il suo annuncio è stato rimosso perché mancava il CIN codice identificativo nazionale affitti brevi. Niente prenotazioni, niente entrate, e una multa potenziale sul tavolo. Carla non sapeva nemmeno cosa fosse il CIN — e non è l’unica. Migliaia di host italiani si trovano nella stessa situazione: hanno un appartamento in regola, pagano le tasse, ma questo adempimento li ha colti di sorpresa.

Cos’è il CIN e perché è obbligatorio per chi affitta breve

Il CIN — Codice Identificativo Nazionale — è un codice alfanumerico univoco assegnato a ogni singolo immobile destinato agli affitti brevi, alle locazioni turistiche e alle strutture ricettive extra-alberghiere. In parole semplici: è la “carta d’identità” del tuo appartamento. Senza di esso, non puoi pubblicare annunci su nessun portale, né su Airbnb né su Booking né altrove.

La normativa di riferimento è chiara: la normativa vigente ha introdotto l’obbligo del CIN per tutti coloro che affittano breve. Chi affitta senza aver ottenuto il CIN rischia sanzioni pesanti, calcolate in proporzione alla dimensione dell’immobile. Non è una multa simbolica.

Il codice viene rilasciato attraverso la Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo. La procedura si fa online, ma è più semplice di quanto sembri: bastano i dati catastali dell’immobile e un’identità digitale (SPID o CIE).

Dove e come devi usare il CIN: tre obblighi pratici

  • Esposizione fisica: il CIN deve essere affisso all’esterno dello stabile dove si trova l’appartamento — non dentro casa, ma sulla facciata o accanto al portone. Una targa o un cartello ben visibile.
  • Negli annunci online: deve comparire su ogni annuncio pubblicato, su qualsiasi portale. Airbnb e Booking hanno già aggiunto appositi campi per inserirlo. Se non lo inserisci, l’annuncio può essere rimosso.
  • Nelle comunicazioni contrattuali: va indicato anche nei contratti di locazione breve che stipuli con gli ospiti.

Chi il CIN ce l’ha ma non lo espone o non lo indica negli annunci rischia una sanzione separata e significativa per immobile, più la rimozione immediata dell’annuncio irregolare. Avere il codice e non usarlo correttamente è comunque una violazione.

Domande frequenti sul CIN codice identificativo nazionale affitti brevi

Come si ottiene il CIN per il mio appartamento?

Il CIN si richiede tramite il portale della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo, accedendo con SPID o CIE. Servono i dati catastali dell’immobile e pochi minuti di tempo. Il codice viene assegnato in automatico al termine della procedura.

Il CIN regionale che ho già ottenuto è sufficiente?

No. Il CIN nazionale è un codice distinto da quello regionale o comunale che alcune regioni avevano già introdotto in precedenza. Entrambi possono essere obbligatori contemporaneamente, a seconda della regione in cui si trova il tuo immobile. Verifica la normativa locale oltre a quella nazionale.

Cosa succede se il portale rimuove il mio annuncio per mancanza di CIN?

La rimozione dell’annuncio è una conseguenza diretta prevista dalla normativa vigente, oltre alla sanzione economica. Per ripubblicare l’annuncio devi inserire il CIN nel profilo del portale e dimostrare di essere in regola. Prima lo ottieni, prima risolvi il problema.

In sintesi

Ecco le quattro cose da fare subito se affitti un appartamento in Italia:

  • Richiedi il CIN sul portale BDSR del Ministero del Turismo, se non l’hai ancora fatto.
  • Affiggi il codice all’esterno dello stabile, in modo visibile — non basta tenerlo in un cassetto.
  • Inseriscilo in tutti gli annunci attivi su Airbnb, Booking e qualsiasi altro canale che usi.
  • Controlla se la tua regione ha requisiti aggiuntivi rispetto al CIN nazionale: alcune regioni mantengono codici locali obbligatori.

Il CIN non è una complicazione burocratica fine a se stessa: è la condizione minima per affittare legalmente e senza il rischio di vedersi bloccare l’annuncio nel momento peggiore, magari proprio durante l’estate. Meglio mettersi in regola adesso, con calma, che correre ai ripari sotto pressione.

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Fonti: Gazzetta Ufficiale — art. 13-ter DL 145/2023 (conv. Legge 191 del 15 dicembre 2023), Ministero del Turismo — Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR)


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