Veneto più rigido, Lombardia più leggera: ecco perché
Marco gestisce un bilocale a Verona e una piccola casa a Milano. Stesso tipo di appartamento, stessa piattaforma, stessa voglia di fare le cose per bene — ma due regioni con regole diverse. Quando ha dovuto registrarsi e ottenere il Codice CIN, ha scoperto che in Lombardia bastano 3-5 giorni tramite il portale SILER, mentre in Veneto ne servono 5-7 tramite il portale Veneto Turismo. Piccola differenza, ma abbastanza per fargli rimandare l’apertura dell’annuncio veronese di quasi due settimane. Conoscere le differenze normative sugli affitti brevi tra Veneto e Lombardia non è un dettaglio da tecnici: è la differenza tra partire subito o perdere prenotazioni.
Affitti brevi Veneto e Lombardia: cosa dice la legge in concreto
Le due regioni hanno scelto strade diverse per regolare gli affitti brevi, e le differenze si sentono fin dal primo giorno.
In Veneto, la Legge Regionale n. 11 del 2013 impone un percorso burocratico più strutturato. Chi affitta anche un solo appartamento per brevi periodi deve in molti casi comunicare l’avvio dell’attività al Comune prima di iniziare, allegare documentazione sulla struttura e, in alcuni territori, attendere una conferma. Non è un’autorizzazione in senso pieno, ma ci si avvicina.
In Lombardia, la Legge Regionale n. 5 del 2016 è più diretta per chi gestisce 1-2 appartamenti. Per affitti sotto i 30 giorni non serve autorizzazione preventiva: basta una comunicazione al Comune, spesso inviabile online in pochi minuti. Il Comune prende nota, tu puoi partire.
In entrambi i casi, dal 1° gennaio 2024 il Codice CIN è obbligatorio per legge nazionale (D.L. 145/2023, convertito in Legge 191/2023). Va esposto nell’annuncio e all’ingresso dell’appartamento. Senza CIN rischi una multa che parte da 800 euro.
- Veneto: richiedi il CIN su Veneto Turismo (portale regionale) — tempi medi 5-7 giorni lavorativi
- Lombardia: richiedi il CIN su SILER (Sistema Informativo Lombardo per gli Enti Regionali) — tempi medi 3-5 giorni lavorativi
- Entrambe le regioni: comunicazione alloggiati su Alloggiati Web (Polizia di Stato) entro 24 ore dal check-in — nessuna eccezione
La differenza che pesa di più: la tassa di soggiorno
La normativa nazionale fissa le regole generali, ma la tassa di soggiorno la decide ogni Comune. E qui le differenze tra Veneto e Lombardia diventano molto concrete, in euro.
Un monolocale affittato per 255 notti all’anno a Milano genera circa 1.020 euro di tassa di soggiorno da versare al Comune (tariffa media 4 euro/notte per questa tipologia, fonte: delibera Comune di Milano). A Verona, con una tariffa media di circa 1,50 euro/notte, lo stesso appartamento produce circa 382 euro all’anno. Una differenza di oltre 600 euro che devi mettere a budget prima di fissare i prezzi.
La tassa di soggiorno non la tieni tu: la riscuoti dagli ospiti e la versi al Comune nei tempi che ogni ente stabilisce. A Milano la scadenza è trimestrale, a Verona varia per tipologia. Controlla sempre il sito del tuo Comune specifico, perché anche all’interno della stessa regione le regole locali possono cambiare.
Cosa fare entro le prossime 24 ore se affitti in Veneto o Lombardia
- Hai già il CIN? Controlla che sia visibile nell’annuncio su Booking e Airbnb e affisso all’ingresso dell’appartamento. Se manca, apri subito la richiesta sul portale regionale corretto.
- Sei iscritto ad Alloggiati Web? Se non hai ancora le credenziali, contatta l’Ufficio Immigrazione della Questura della tua provincia — puoi farlo anche via email. Senza registrazione non puoi comunicare gli ospiti entro le 24 ore obbligatorie.
- Conosci la tassa di soggiorno del tuo Comune? Cerca sul sito del Comune “tassa di soggiorno strutture extralberghiere” oppure chiama l’ufficio tributi. Bastano 10 minuti per sapere quanto devi raccogliere dagli ospiti e quando versarlo.
- Hai comunicato l’avvio attività al Comune (Veneto)? Se sei in Veneto e non l’hai ancora fatto, verifica sul sito del tuo Comune la modulistica SCIA o comunicazione per affittacamere/case vacanza. In molti Comuni veneti si fa online tramite lo sportello SUAP.
Domande frequenti sugli affitti brevi tra Veneto e Lombardia
In Lombardia serve davvero solo una comunicazione al Comune per affittare un appartamento?
Per affitti brevi sotto i 30 giorni e per chi gestisce 1-2 appartamenti, la L.R. Lombardia 5/2016 non prevede autorizzazione preventiva: è sufficiente una comunicazione al Comune competente prima di iniziare l’attività. Resta comunque obbligatorio ottenere il Codice CIN nazionale e rispettare tutti gli adempimenti fiscali previsti dalla normativa statale.
Il Codice CIN del Veneto vale anche per affittare su Airbnb a livello nazionale?
Il Codice CIN è un codice nazionale rilasciato tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo, che in Veneto si richiede attraverso il portale Veneto Turismo come punto di accesso regionale. Una volta ottenuto, vale su tutte le piattaforme e su tutto il territorio nazionale: non serve un codice diverso per ogni portale.
Se non comunico gli ospiti su Alloggiati Web entro 24 ore, cosa rischio?
La mancata comunicazione degli alloggiati alla Polizia di Stato entro 24 ore dall’arrivo è una violazione della normativa di pubblica sicurezza (T.U.L.P.S., R.D. 773/1931 e successive modifiche) e può comportare sanzioni amministrative. L’obbligo vale in tutta Italia, indipendentemente dalla regione in cui si trova l’appartamento, e si applica anche per soggiorni di una sola notte
Fonti: Ministero del Turismo – BDSR, L.R. Veneto 11/2013, L.R. Lombardia 5/2016, Alloggiati Web – Polizia di Stato, Uffici Comunali Venezia, Verona, Milano, Como
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